
Tu lascia pure che i miei occhi si attardino sul mondo e sulle luci fra il danno e lo stupore.
Che con timore rubino un segreto alle passanti che io possa darti in cambio, così che questa nostalgia del vuoto e dell'arsura si quieti a ogni tuo cenno.
E questi occhi piangano sul segno dei tuoi fianchi, il mio ringraziamento.
I semi delle carte si rivelano nel gesto della croce, per ogni mano una preghiera che racconti il prezzo di una vita.
Tu che raccogli i tuoi capelli contro il cerchio sfatto della luna.
Tu, lascia pure che i miei occhi tremino sul fondo delle pozze, a cogliere i riflessi di sette parti di bellezza e tre sedotte da un errore, quello che inganna un uomo.
Camminamenti fatti di silenzi e di alterna fortuna tengono il mio segreto, che questi occhi adagiano sul segno dei tuoi fianchi, prima che venga il sole.
I semi delle carte si rivelano nel gesto della croce, per ogni mano una preghiera che racconti il prezzo di una vita
Tu che raccogli i tuoi capelli contro il cerchio sfatto della luna.
Tu lascia pure che i miei occhi si attardino sul mondo e sulle luci.
Cesare Basile.
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