di Giuseppe Liotta (Jope) J: Ciao Dino, ho finalmente l'onore di farti l'intervista per il nostro blog.
D: Ciao Giuseppe!
J: Che rapporto hai con internet e in che maniera pensi influisca nel mondo della musica? D: Purtroppo o per fortuna ho un pessimo rapporto con Internet. In quest’epoca fatta di tecnologia dove si ha tutto alla portata di mano, dove non si comprano piu’ dischi ma si scaricano da internet, dove non si va piu’ a vedere i concerti live ma si sta a casa davanti youtube, dove la mente e l’anima delle persone spesso è sostituita con un pc, internet ha un’influenza devastante nel mondo dell’arte ed in particolare della musica. Molti musicisti oggi si avvalgono dell’elettronica per fare musica o altre forme d’arte. Perso
nalmente ritengo che con un pc o con altri aggeggini elettronici ci si possa divertire ma fare “Arte” è cosa ben diversa…Per quella ci vuole un’anima e queste macchine per fortuna rimangono pur sempre delle macchine.
nalmente ritengo che con un pc o con altri aggeggini elettronici ci si possa divertire ma fare “Arte” è cosa ben diversa…Per quella ci vuole un’anima e queste macchine per fortuna rimangono pur sempre delle macchine.
J: Che cos'è la musica per te e come è entrata nella tua vita?
D: I miei primi ricordi sono legati alla musica come tutto il resto della mia vita. La musica per me è stata una salvezza, una compagna, un’amica, qualcosa che c’è sempre stato e che ci sara’ sempre. Ho avuto la fortuna di crescere in un ambiente favorevole; mio padre essendo un appassionato di jazz e batterista dilettante mi ha dato tutto cio’ che servisse affinche’ questo mio dono di natura potesse svilupparsi nel miglior modo possibile. Quindi a tre anni ascoltavo i Beatles, a dieci iniziai ad ascoltare Louis Armstrong e i primi concerti jazz live, ad 11 anni entrai al Conservatorio di Catania…Insomma quando si dice un ambiente ideale.
J: Quali sono i tuoi riferimenti "emotivi" ed artistici in campo musicale?
D: Ritengo che l’artista fondamentalmente nella sua prima fase, ovvero quella di apprendimento, piu’ che artista possa essere definito un “ ladro”. Ho passato molti anni a rubare qua e la, finche’ un bel giorno, fortunatamente, non ho avuto piu’ quest’esigenza. Sono stati molti i musicisti che mi hanno influenzato e ognuno di loro mi ha lasciato qualcosa. Oggi non vengo piu’ influenzato da un musicista, piuttosto da un’esperienza, da un tramonto, da un sentimento.
J: Come vedi collocato il panorama musicale italiano rapportato a quello internazionale?
D: L’Italia gode di buona salute musicale, ci sono un sacco di talenti ed il livello medio si è notevolmente alzato. Avendo avuto la fortuna di girare abbastanza mi sono reso conto che noi Italiani molto spesso abbiamo una marcia in piu’ rispetto agli altri ed è quella del bel canto, del buon gusto.
J: Qual'è il brano che più riesce a rappresentare nel suo insieme Dino Rubino?
D: Non c’è un brano che mi rappresenta piu’ degli altri…E’ come se chiedessi a un pittore quale colore lo rappresenta…Magari ce ne sara’ qualcuno ma è grazie all’insieme che può esprimere la sua anima.
J: Da un musicista vorrei sapere un giudizio personale sulle differenze che ci sono tra i vari generi musicali. Nella composizione ad esempio come vengono bilanciate la ricerca tecnica e quella emotiva. Cosa scaturisce all'ascolto in un brano di nicchia piuttosto che in uno di massa?
D: Personalmente non sono un accanito di “generi musicali” del tipo :”la musica classica è musica il resto è merda…”! Sono un sostenitore della seguente tesi; esiste musica buona e musica non buona, al diavolo i generi. Purtroppo il jazz viene etichettata come musica di nicchia anche se negli ultimi anni le cose stanno cambiando e questo dipende molto dai mass-media. Avete mai visto jazz in televisione ad un orario “normale”? Avete mai ascoltato jazz alla radio? Come dovrebbero avvicinarsi i giovani a questo genere musicale? I mass-media passano sempre le solite cose e questa è la rovina dell’Italia.
J: In un Paese che nei secoli si è arricchito di un patrimonio artistico invidiabile come mai viene bistrattata la cultura?D: Purtoppo oggi in Italia non si investe sulla cultura, non si investe sui giovani ma si fanno operazioni di mercato perché tutto gira attorno ai soldi. Parole come bilancio, profitto, vendita, entrate, sono queste che comandano il mondo della cultura, e l’arte vera con queste parole non è andata quasi mai d’accordo. Chi organizza un festival pensa solo a vendere piu’ biglietti possibile, chi è produttore televisivo pensa solo ad alzare lo share, tutto il resto non conta nulla. Penso che la piu’ grossa rovina dell’arte, ed in genere della societa’ odierna, sia questa.
J: Mi inorgoglisce, e non poco, sapere che tu sei mio conterraneo. La storia è piena di uomini che raggiungendo il "continente" hanno trovato considerazione. Mi vengono in mente molti esempi illustri, ad esempio la vicenda di Vincenzo Consolo è molto poetica. Il grande narratore contemporaneo, infatti, nella sua distanza materiale dalla Sicilia dimostra vicinanza affettiva ma anche obiettivo cinismo propenso alla critica, una strana nostalgia, un misto tra amore e odio con la Terra natìa. Qual'è il tuo pensiero a tal proposito?
D: Sono fiero di essere Siciliano. Questa terra mi ha dato molto sotto tanti punti di vista, quello naturale, quello affettivo, quello dei valori. A differenza di 20 anni fa oggi grazie a tutte queste compagnie aeree che si fanno la guerra tra di loro, spostarsi è diventato estremamente facile per cui penso che vivere in Sicilia piuttosto che a Milano sia la stessa cosa. Se si hanno le idee chiare ci si puo’ organizzare stando ovunque poi dipende da tante cose.
J: Che consigli vorresti dare ai giovani che si avvicinano alla musica?D: La musica è una medicina dell’anima. Ho avuto la grandissima fortuna di trasformare la musica nel mio lavoro e cio’ è un elisir di giovinezza per la mente, per l’anima e spero anche per il corpo, magari ne riparliamo tra 30 anni! In generale quello che consiglio ai giovani e’ di fare della propria passione, che sia la musica, che sia la scrittura, che sia infornare pane, che sia coltivare le piante, qualcosa con cui riuscire a vivere. Il tempo è la cosa piu’ preziosa che abbiamo e non possiamo permetterci di farci rubare 8 ore al giorno, e anche di piu’, per fare qualcosa che ci rende tristi, che ci imbruttisce…Trasformiamo le nostre passioni, i nostri amori in qualcosa di pratico che ci accompagna tutti i giorni e ci rende la vita piu’ dolce.
J: Quali sono i tuoi progetti futuri?
D: A Febbraio uscira’ il disco in trio con Paolino Dalla Porta e Stefano Bagnoli prodotto da Paolo Fresu, nel frattempo sto preparando un altro lavoro discografico in piano solo. Progetti per il futuro? Continuare a suonare!!!
J: Grazie Dino. Per la tua gentilezza e pazienza. Un abbraccio. Ti aspettiamo alla Locomotiva!!!
D: A presto! Un abbraccio!
Piacevole intervista davvero.
RispondiEliminaPersonalmente credo che la tecnologia, come la musica possa offrire strumenti fantastici per la crescita dei popoli.
Sta a noi trovare il loro uso migliore. Amo internet esocial media come myspace e facebook perche' hanno finalmente offerto strumenti di comunicazione potentissimi e completamente gratuiti a chiunque stia cercando un pubblico.
Grazie a queste piattaforme cosi' ingegnosamente strutturate ho conosciuto musicisti spettacolari, in Italia, gli States e Sud America. Alcune di questi incontri si sono trasformati in progetti artistici motivati dalla pura passione per la musica.
In bocca al lupo a tutti voi per i vostri futuri progetti...
Ti ringraziamo per il commento ed il confronto.
EliminaCrepi il lupo ;)