
Il razzismo non ha nessuna base scientifica, nonostante alcuni tentativi da parte di pseudo-intelletuali di dimostrare il contrario, in quanto nella specie umana esiste un continuo rimescolamento di geni(meticciamento), in base al quale si può dire che scientificamente non esistono vere e proprie razze umane. Non solo è pericoloso identificare il colore della pelle con la stirpe o la provenienza geografica ma spesso è anche scientificamente sbagliato.
Il razzismo non può essere ridotto alla pazzia dell'elemento di turno che applica la sua personale soluzione finale, il razzista in realtà nasconde maldestramente un'insana ignoranza che trasuda violenza e grettezza.
Il razzismo purtroppo è stato sdoganato così da diventare "razzismo di stato" con la lega ed il pdl berlusconiano che ne hanno fatto tema principale nelle campagne elettorali. Inoltre è da non sottovalutare l'atteggiamento di lassismo che si ha nei confronti di organizzazioni neo-nazifasciste che continuano ad esistere, nascondendosi dietro ad un dito che ricopre la metacultura fatta di idee nostalgiche miste a riferimenti storici, letterari e culturali a dir poco forzati . Una vergogna ingiustificabile affibiare i problemi di un Paese all'uomo nero che ogni volta è capro espiatorio di ogni male.
Vorrei concludere con la celebre citazione contro la violenza di razza, di genere e di idee che viene attribuita a Bertold Brecht:
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare.
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