
Giorgio Valentino Bocca (Cuneo, 18 agosto 1920 – Milano, 25 dicembre 2011)
Posso dire che conosco il Paese in cui sono nato e vissuto? Sì e no. Le sue virtù continuano a stupirmi come i suoi difetti. Dopo avere per due volte primeggiato nel mondo, ne siamo ancora in certo modo estranei: i nostri imperi non hanno lasciato il segno nel nostro carattere, i santi, gli eroi, i navigatori hanno vissuto invano, non hanno lasciato una traccia nel nostro modo di essere e forse questa è la nostra peculiarità : dobbiamo ancora imparare a vivere in società, a essere Stato, inutilmente furbi, inguaribilmente infantili ma molto umani nelle debolezze come nelle virtù, in un certo senso rassegnati a questa nostra umanità: capaci di fermarci prima della ferocia e del fanatismo. Un Paese spesso logorante nei suoi sprechi, nelle sue occasioni mancate, ma pietoso e vivibile. Le vicende storiche e politiche di questo Belpaese...sono una serie di illusioni, di entusiasmi sui nostri cambiamenti e miglioramenti, sempre smentiti. Forse è così di tutti i paesi e di tutte le storie, ma qui nel paese "che l'Appennin parte, e il mar circonda e l'Alpe" ci ritroviamo sempre al punto di partenza.....
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