Sorrise,perché capì che il babbo l’aveva capita. Adesso aveva meno paura di andarsene dal suo paese,la sua grigia- ma non sempre- città. Anche se aveva un nodo in gola pensando al fatto che avrebbe dovuto abbandonare i suoi genitori. Ma questo nodo si sciolse come neve al sole quando fece spazio nel suo cuore per tutti i ricordi passati e quelli che avrebbe costruito in futuro con la sua famiglia. Non se la sarebbe fatta mancare,comunque.Gaia era un’umana,faceva parte del mondo e della gente,e quando pensava percepiva che i suoi pensieri non erano solo individuali ma corali.
I nostri pensieri sono come i vostri.
Così capiva che la ricerca della tranquillità,della serenità e dell’armonia,a discapito di ogni ansia,era la grande Ricerca Collettiva. O almeno così amava pensare.
Soprattutto al giorno d’oggi,poiché si è smarrita abbastanza la spiritualità,la magia del misterioso. Oggi la gente dimentica che fa parte della natura come tutto il resto,la stessa gente che prima viveva in altro modo .Oggi la collettività si affida alla scienza,che in fondo ignora ciò che c’è realmente nel profondo della natura. La stessa scienza che vuole risolvere conflitti e problemi con inutili invenzioni,alle quali poi la gente,irresponsabilmente,dà grande valore. Ha valore l’invenzione del bicchiere di plastica o della bomba atomica? Eppure l’uomo li ha inventati. Eppure non rendono l’uomo felice. Quindi non è qui che sta la risposta per l’uomo pacificato.
Le invenzioni migliori non sono spazzatura indelebile,non guastano la natura e di conseguenza anche gli uomini. E spesso non occorrono gli scienziati per dirci che alla fine le cose necessarie alla nostra vita sono l’aria e l’acqua pulite che producono per noi gli alberi e il verde,sono lo star bene insieme,tutti sotto un’unica bandiera ed uno stesso bellissimo cielo.
Ciò che rende la vita meritevole di essere vissuta non è l’inganno,nemmeno la violenza o la sopraffazione. Sono ben altri valori,in primis l’onestà.
Una persona vive onestamente,lavora sodo ma non per produrre come una macchina,e quando muore ci si congratula per la sua vita,vissuta in equilibrio con gli altri e con il nostro pianeta.
L'Empirico impero dei nostri sensi sta crollando sotto il peso di una Perduta Poesia.
Bisogna ritrovarla,scovarla e proclamarla. Senza paure.
Gaia,seduta per l’ultima volta ai piedi di una piccola roccia,mirava il mare,il suo grande confidente e scriveva ancora:
Oggi ascoltavo distrattamente il telegiornale,e sentivo parole su parole riguardo gente che litigava con altra gente,numeri che cozzavano contro altri numeri,sul nulla che si mescolava col niente. Ho realizzato che la gran parte dei problemi che l'uomo ha, in realtà l'uomo se li crea. La pace è una base:c'è sempre stata. C'è. Ma come tutte le cose immense,la si può vedere solo avvicinandosi al dettaglio. Si può trovare pace nel silenzio,nell'ora del sonno,nell'ora del sole o nella lettura. Ma questa è la pace ‘’stato d'animo’’. La pace intesa come''armonia/non litigio'',la si potrebbe trovare in natura e nel rapporto tra uomo e uomo. Ecco,però, dove la pace fa fatica ad emergere. Perché nelle relazioni si è in due,in uno scontro si è pari, e qualcuno spesso vuole emergere. Ma la pace sta nell’incontro,nell’umiltà,nel ritrovare il senso della vergogna quando si sbaglia,e quindi nel perdono. Tutte queste dimensioni non trovano posto tra la top ten dei valori attuali : sono parole o idee che si trovano sulla bocca di tutti,sui fatti di (quasi) nessuno.
Pacificata è l'aria che resta aria.
C'è pace nella comprensione ma non nella tolleranza.
Non c'è pace nel giudizio,e nemmeno nell'arroganza.
La pace è il lato A della passione.
Sentirsi in pace. Armonia fra ciò che è diverso e si contraddice come uno Ying e Yang dove la natura ed i sentimenti fanno da fragile ma necessario collante.
La dualità dell’ uomo non è male,è ricchezza. Ma la pace dà il giusto valore a questa ricchezza,mette in equilibrio ed illumina.
Siamo noi i fautori di una nuova pace,non più solo lo Stato,non più le alleanze tra Stati.
Le alleanze sono possibili nel momento in cui l’uomo è prima alleato con la sua anima,in pace con se stesso,e di conseguenza alleato con la terra stessa. Se si ama,si potrà amare. Soggetti naturali come il pianeta e l’uomo sono i primi simboli di pace ed accordo. Così bisogna eliminare tutte le cause che li spingono al conflitto,o non si potrebbe amare né vivere sui passi dell’intesa o della concordia;bisogna nutrire la dignità dell’uomo e curare la base su cui l’uomo poggia,sulla quale egli agisce:l’ambiente globale. Così è logico un legame profondo tra tutela dell’uomo e del suo ambiente.Poi continuò a scrivere, ma su di un foglietto separato e quando finì lo lasciò abbandonato sulla spiaggia,come si fa con una bottiglia lanciata nel mare. Ma non aveva bottiglie con sé ,solo un pezzo di carta e una penna,e volle ugualmente lasciare il suo messaggio,per un bambino che giocherellava a metri di distanza da dove lei era seduta. Su c’era scritto:
Ma dimmi,ragazzino,questo è vivere?O questo è sentire?
Tu giochi ed imiti i rumori dei balocchi,dandogli vita e cinetica con la forza della tua onomatopeica fantasia,il tuo piccolo braccio che disegna linee imprevedibili ed invisibili nell'ossigeno. Ragazzino,tutti intorno a te non hanno tempo per guardare il mare infrangersi iroso contro gli scogli,lasciare conchigliette nel bagnasciuga,generoso anche nella sua brezza,nel suo trasportarci lontano da questi luoghi aridi di vita propria. Guarda : il cielo accoglie i voli dei gabbiani,il cui tempo si è fermato appena hanno spiegato le ali. Il cielo accoglie il sole e i capricci delle nuvole,la pioggia dirompente e la fredda neve che solo il sale del sole stesso può sciogliere.
Il calore: ciò che scioglie,sempre,tutto.
Guarda quei palazzi immobili e vecchi,esposti alle intemperie e allo smog,senza possibilità di scampo in questa grande città che l'accoglie. Anzi che la tollera. Le cose dure e solide,non biodegradabili,trovano posto nella natura solo imponendosi.
Ascolta ragazzino : non imporre niente a nessuno,imponi solo un cambiamento su te stesso o meglio,pensa ed agisci sui tuoi modi. La natura delle persone è irremovibile a volte,sensibile quanto questa città. Non portare troppe volte al mare chi non si lascia commuovere dall'odore di sale,lascia che ritorni al suo asfalto.
Non sbattere la testa contro un muro che non vuole diventare spugna. Vai a saltare su un letto:lui ,si , morbido accoglie il tuo sonno e ti avvolge quando dormi solo nella notte.
Non far si che tutto ciò che manca sia la più forte presenza nel tuo vivere. Se ti guardi intorno e ti trovi in compagnia della sua assenza,poni la testa in giù e guarda i tuoi piedi:ricordati che sei in compagnia di te stesso e che la terra sotto i tuoi piedi ha un codice da leggere con fatica,ma che ti può condurre laddove c'è Vita. Lì dove i momenti sono quiete e sono pieni di mani e di profondissimi silenzi interiori: è quando pensi di meno che stai vivendo di più. Quando ciò che hai vissuto è non un'astratta idea di qualcosa,ma quel Qualcosa stesso.
Ragazzino,tu mi sorridi quando ti dico che voglio guardare il sole ed accecarmi,mi sorridi e mi dici che lo potrei guardare indossando un paio di lenti.
Beh si potrei farlo,ma resta irrisolta la questione dei momenti sbiaditi. Sai loro non vengono bene in fotografia.
Ragazzino,tu che giochi ed immagini un altro ''qui'',dimmi:questo è vivere? o solo sentire?Gaia se andò,lasciando una traccia di sé. Iniziava il cammino di pacificazione interiore,in comunione con ciò che la circondava. Quel gesto per lei era stato un enorme passo avanti. Non c’è gioia senza condivisione,non c’è pace senza dialogo.
E Gaia andava,con in testa tante parole. Per sé e per gli altri.
Rosa Lo Cicero
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