Quello che si sta tentando di costruire attraverso il Patto per il Fiume
Simeto è molto di più quello che si può immaginare e va oltre la tutela ambientale
dell’area fluviale. Il Patto rappresenta un importante tentativo di dar vita ad
un progetto di sviluppo territoriale nel senso più ampio del termine. E’ alla
base del Patto la volontà di approntare innovazioni strutturali nel modo di
intendere il rapporto tra uomo e territorio e nel modo di concepire la società
stessa.
L’iniziativa nasce nel 2002, sulla spinta della mobilitazione da parte
di ViviSimeto e del Comitato Civico Ambiente e Salute di Adrano, contro alcune
scelte amministrative controverse relative all’installazione di un inceneritore
nella Valle del Simeto. Fondamentale è stato poi il coinvolgimento della
Facoltà di Architettura dell’Università di Catania per la Mappatura di
Comunità, realizzata nel 2010. Le amministrazioni comunali coinvolte dal Patto
sono quelle di Adrano, Belpasso, Biancavilla, Centuripe, Motta S. Anastasia,
Paternò, Ragalna, Santa Maria di Licodia. E’ invece del 2013 l’iniziativa dell’Associazione
Valle del Simeto di ridare vita all’antica Via del Grano, un tempo importante
arteria del commercio, per ricreare un legame simbolico tra i comuni e per
garantire maggiore sicurezza a chi lavora nei terreni agricoli circostanti.
Importante è stato il ruolo svolto dai docenti e dagli studenti di
Pianificazione Territoriale del Corso di laurea in Ingegneria civile, Acque e
Trasporti dell’Università di Catania, che hanno guidato i lavori e approntato
studi tecnici di vario genere. Ad Adrano lo scorso autunno l’attenzione della
cittadinanza è stata richiamata con tre incontri su legalità, economia agricola
e potenzialità turistiche, con la partecipazione di più associazioni culturali,
sotto il nome “SimetOn”.
Cos’è il Patto per il Fiume Simeto?
Il Patto per il Fiume Simeto è prima di tutto uno strumento di PARTECIPAZIONE
SPONTANEA DAL BASSO, di partecipazione democratica attiva, al di là dei
tradizionali canali della rappresentanza politica. La pianificazione è stata aperta a tutti e si è intensificata negli
ultimi mesi dell’anno appena trascorso, attraverso tavoli di incontro e dibattito
tra diversi soggetti. Oltre ai rappresentanti e tecnici istituzionali degli
otto comuni (il 9% del totale), hanno partecipato rappresentanti dei settori
produttivi (18%): singoli agricoltori, imprenditori agricoli, commercianti,
rappresentanti delle attività ricettive, allevatori. Il 51% dei partecipanti
proviene dal mondo associativo, con vocazione culturale, artistica, di matrice
religiosa; presenti inoltre gruppi politici vari, di protesta e per la tutela
del territorio, associazioni di architetti, gruppi legati all’imprenditoria,
come Coldiretti, Confagricultura, la rete delle Fattorie sociali. Come
specificato sopra, fondamentale è stata l’azione dell’Università, necessaria
per ogni tipo di ragionamento sullo sviluppo; hanno partecipato inoltre
rappresentanti dell’istruzione primaria e secondaria, a testimoniare
l’importanza fondamentale del legame tra educazione e territorio (12% in
totale). Numerosa è stata inoltre la partecipazione di singoli cittadini (10%) che
non hanno dichiarato alcuna affiliazione associativa o istituzionale. Le tematiche
affrontate sono state racchiuse in cinque aree: Acqua, energia e rischio
idrogeologico, Attività produttive, Rifiuti, Rigenerazione urbana, Mobilità
sostenibile.
Ricettività turistica, bio-edilizia, tecniche di irrigazione,
microcredito, promozione del Km0,
osservatorio della legalità, case dell’acqua, orti urbani, recupero aree
dismesse, recupero dei fabbricati rurali ed altre Iinee di intervento sono
contenute del Protocollo di Intesa per la redazione del Patto, a cura degli
studenti del corso di Pianificazione Territoriale. In fondo alla pagina troverete il link
per conoscerne i dettagli.
Patto per il Fiume Simeto significa TUTELA PROATTIVA DEL TERRITORIO,
distinta dai tradizionali interventi di sviluppo che hanno profondamente
alterato gli assetti territoriali al fine di facilitarne le attività
antropiche. La tutela proattiva si prefigge di migliorare le dinamiche sociali,
economiche e culturali in direzione di una riconciliazione tra gli abitanti e
il loro ambiente di vita. Con l’abbandono delle campagne, gli abitanti delle aree urbane hanno perso la percezione di abitare un luogo con precise
caratteristiche naturali, con un tessuto produttivo con specifiche connotazioni, da rispettare, potenziare, migliorare. I centri urbani risultano quindi sconnessi dal territorio circostante. Le amministrazioni
comunali trascurano spesso il loro ruolo guida nell’indirizzare le politiche di
sviluppo, non ascoltando le già deboli spinte imprenditoriali locali, non
mostrando di possedere una visione organica dello sviluppo del territorio nel
medio-lungo periodo. Quanto detto vale soprattutto per realtà come Adrano o
Paternò, un tempo fulcro delle attività agricole e commerciali collegate ad
esse, oggi svuotati di una precisa identità economica e culturale e ridotti a
grandi dormitori.
Patto per il Fiume Simeto significa COSTRUIRE UN’IDENTITA’ COMUNE tra
i Comuni e gli abitanti che occupano l’area tra il Fiume e l’Etna, i quali conferiscono
al nostro territorio caratteristiche uniche rispetto al resto dei paesi etnei, ma
mai valorizzate, né attraverso l’individuazione di linee comuni per la rivitalizzazione
agricola, né tantomeno per quella turistica. Un singolo Comune non ha oggi la
forza di agire da solo. Qualsiasi piccolo sforzo sarebbe vano. Agire come
sistema significa unire un’ampia area territoriale con vocazione economica
omogenea e unire l’azione del pubblico con quella del privato, sia di tipo
imprenditoriale che nel settore no profit. E’ l’unica via perseguibile per
progettare un futuro, trasformando questo presente che scarseggia di tessuto
connettivo.
Patto per il Fiume Simeto significa quindi RESPONSABILITA’ COLLETTIVA
DELLO SVILUPPO DEL TERRITORIO. Ciascun soggetto che vive il territorio, dal
singolo cittadino, all’amministratore, da chi si occupa di educazione, ai
produttori, ai commercianti, ai professionisti, dalle associazioni di
rappresentanza, a quelle culturali, deve sentirsi membro attivo della
collettività, concependo il proprio agire prima di tutto come un agire sociale,
legato a filo stretto con quello dell’altro, orientato al bene comune.
Sostenere il Patto significa dare alla Società il volto di una Comunità, in
cui, oltre altri interessi particolaristici da equilibrare attraverso la forma
contrattuale (anche della democrazia rappresentativa) tipica della Società,
ciascun soggetto opera per definire e perseguire scopi comuni, a vantaggio di
tutti e per questa via di ciascuno.
Non solo belle parole sono state dette, non solo i cittadini
cominciano a sviluppare idee su come dovrebbe realizzarsi il governo del
territorio, ma anche delle opportunità concrete sono state create.
Oggi esiste un coordinamento tra 43 associazioni che sostengono LA
CANDIDATURA DEL PATTO nell’ambito delle strategie di programmazione 2014/2020 per
le “AREE INTERNE”, gestite dal MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO (Dipartimento
per lo Sviluppo e per la Coesione economica). Al Ministero l’iniziativa è apparsa parecchio convincente. Alla
Regione si procede con lentezza. Recentemente il Coordinamento, aperto sempre a
nuove adesioni, ha deciso di inviare una lettera al Presidente Crocetta per
sollecitare il governo della Regione. Per i navigatori della rete è possibile
firmare la petizione on line lanciata con lo stesso scopo. In fondo alla pagina
troverete il link per sottoscriverla.
E’ l’occasione giusta.
Semu tutti Simetini!
Di Vanessa Aiosa
Fotografia di Davide Santangelo
Per sottoscrivere
la petizione: http://www.valledelsimeto.it/lettera-la-presidente-della-regione-sicilia/#more-2107
Per
scaricare e visionare la Bozza del Patto di Fiume: http://pattosimeto2013.wix.com/pattodelsimeto#!downloads/ctzu

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