giovedì 20 marzo 2014

Patto per il Fiume Simeto: pensare il Futuro è necessità di oggi



Quello che si sta tentando di costruire attraverso il Patto per il Fiume Simeto è molto di più quello che si può immaginare e va oltre la tutela ambientale dell’area fluviale. Il Patto rappresenta un importante tentativo di dar vita ad un progetto di sviluppo territoriale nel senso più ampio del termine. E’ alla base del Patto la volontà di approntare innovazioni strutturali nel modo di intendere il rapporto tra uomo e territorio e nel modo di concepire la società stessa.
L’iniziativa nasce nel 2002, sulla spinta della mobilitazione da parte di ViviSimeto e del Comitato Civico Ambiente e Salute di Adrano, contro alcune scelte amministrative controverse relative all’installazione di un inceneritore nella Valle del Simeto. Fondamentale è stato poi il coinvolgimento della Facoltà di Architettura dell’Università di Catania per la Mappatura di Comunità, realizzata nel 2010. Le amministrazioni comunali coinvolte dal Patto sono quelle di Adrano, Belpasso, Biancavilla, Centuripe, Motta S. Anastasia, Paternò, Ragalna, Santa Maria di Licodia. E’ invece del 2013 l’iniziativa dell’Associazione Valle del Simeto di ridare vita all’antica Via del Grano, un tempo importante arteria del commercio, per ricreare un legame simbolico tra i comuni e per garantire maggiore sicurezza a chi lavora nei terreni agricoli circostanti. Importante è stato il ruolo svolto dai docenti e dagli studenti di Pianificazione Territoriale del Corso di laurea in Ingegneria civile, Acque e Trasporti dell’Università di Catania, che hanno guidato i lavori e approntato studi tecnici di vario genere. Ad Adrano lo scorso autunno l’attenzione della cittadinanza è stata richiamata con tre incontri su legalità, economia agricola e potenzialità turistiche, con la partecipazione di più associazioni culturali, sotto il nome “SimetOn”.
Cos’è il Patto per il Fiume Simeto?
Il Patto per il Fiume Simeto è prima di tutto uno strumento di PARTECIPAZIONE SPONTANEA DAL BASSO, di partecipazione democratica attiva, al di là dei tradizionali canali della rappresentanza politica. La pianificazione è stata aperta a tutti e si è intensificata negli ultimi mesi dell’anno appena trascorso, attraverso tavoli di incontro e dibattito tra diversi soggetti. Oltre ai rappresentanti e tecnici istituzionali degli otto comuni (il 9% del totale), hanno partecipato rappresentanti dei settori produttivi (18%): singoli agricoltori, imprenditori agricoli, commercianti, rappresentanti delle attività ricettive, allevatori. Il 51% dei partecipanti proviene dal mondo associativo, con vocazione culturale, artistica, di matrice religiosa; presenti inoltre gruppi politici vari, di protesta e per la tutela del territorio, associazioni di architetti, gruppi legati all’imprenditoria, come Coldiretti, Confagricultura, la rete delle Fattorie sociali. Come specificato sopra, fondamentale è stata l’azione dell’Università, necessaria per ogni tipo di ragionamento sullo sviluppo; hanno partecipato inoltre rappresentanti dell’istruzione primaria e secondaria, a testimoniare l’importanza fondamentale del legame tra educazione e territorio (12% in totale). Numerosa è stata inoltre la partecipazione di singoli cittadini (10%) che non hanno dichiarato alcuna affiliazione associativa o istituzionale. Le tematiche affrontate sono state racchiuse in cinque aree: Acqua, energia e rischio idrogeologico, Attività produttive, Rifiuti, Rigenerazione urbana, Mobilità sostenibile.
Ricettività turistica, bio-edilizia, tecniche di irrigazione, microcredito,  promozione del Km0, osservatorio della legalità, case dell’acqua, orti urbani, recupero aree dismesse, recupero dei fabbricati rurali ed altre Iinee di intervento sono contenute del Protocollo di Intesa per la redazione del Patto, a cura degli studenti del corso di Pianificazione Territoriale. In fondo alla pagina troverete il link per conoscerne i dettagli.
Patto per il Fiume Simeto significa TUTELA PROATTIVA DEL TERRITORIO, distinta dai tradizionali interventi di sviluppo che hanno profondamente alterato gli assetti territoriali al fine di facilitarne le attività antropiche. La tutela proattiva si prefigge di migliorare le dinamiche sociali, economiche e culturali in direzione di una riconciliazione tra gli abitanti e il loro ambiente di vita. Con l’abbandono delle campagne, gli abitanti delle aree urbane hanno perso la percezione di abitare un luogo con precise caratteristiche naturali, con un tessuto produttivo con specifiche connotazioni, da rispettare, potenziare, migliorare. I centri urbani risultano quindi sconnessi dal territorio circostante. Le amministrazioni comunali trascurano spesso il loro ruolo guida nell’indirizzare le politiche di sviluppo, non ascoltando le già deboli spinte imprenditoriali locali, non mostrando di possedere una visione organica dello sviluppo del territorio nel medio-lungo periodo. Quanto detto vale soprattutto per realtà come Adrano o Paternò, un tempo fulcro delle attività agricole e commerciali collegate ad esse, oggi svuotati di una precisa identità economica e culturale e ridotti a grandi dormitori.
Patto per il Fiume Simeto significa COSTRUIRE UN’IDENTITA’ COMUNE tra i Comuni e gli abitanti che occupano l’area tra il Fiume e l’Etna, i quali conferiscono al nostro territorio caratteristiche uniche rispetto al resto dei paesi etnei, ma mai valorizzate, né attraverso l’individuazione di linee comuni per la rivitalizzazione agricola, né tantomeno per quella turistica. Un singolo Comune non ha oggi la forza di agire da solo. Qualsiasi piccolo sforzo sarebbe vano. Agire come sistema significa unire un’ampia area territoriale con vocazione economica omogenea e unire l’azione del pubblico con quella del privato, sia di tipo imprenditoriale che nel settore no profit. E’ l’unica via perseguibile per progettare un futuro, trasformando questo presente che scarseggia di tessuto connettivo.
Patto per il Fiume Simeto significa quindi RESPONSABILITA’ COLLETTIVA DELLO SVILUPPO DEL TERRITORIO. Ciascun soggetto che vive il territorio, dal singolo cittadino, all’amministratore, da chi si occupa di educazione, ai produttori, ai commercianti, ai professionisti, dalle associazioni di rappresentanza, a quelle culturali, deve sentirsi membro attivo della collettività, concependo il proprio agire prima di tutto come un agire sociale, legato a filo stretto con quello dell’altro, orientato al bene comune. Sostenere il Patto significa dare alla Società il volto di una Comunità, in cui, oltre altri interessi particolaristici da equilibrare attraverso la forma contrattuale (anche della democrazia rappresentativa) tipica della Società, ciascun soggetto opera per definire e perseguire scopi comuni, a vantaggio di tutti e per questa via di ciascuno.
Non solo belle parole sono state dette, non solo i cittadini cominciano a sviluppare idee su come dovrebbe realizzarsi il governo del territorio, ma anche delle opportunità concrete sono state create.
Oggi esiste un coordinamento tra 43 associazioni che sostengono LA CANDIDATURA DEL PATTO nell’ambito delle strategie di programmazione 2014/2020 per le “AREE INTERNE”, gestite dal MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO (Dipartimento per lo Sviluppo e per la Coesione economica). Al Ministero l’iniziativa è apparsa parecchio convincente. Alla Regione si procede con lentezza. Recentemente il Coordinamento, aperto sempre a nuove adesioni, ha deciso di inviare una lettera al Presidente Crocetta per sollecitare il governo della Regione. Per i navigatori della rete è possibile firmare la petizione on line lanciata con lo stesso scopo. In fondo alla pagina troverete il link per sottoscriverla.
E’ l’occasione giusta.
Semu tutti Simetini!
Di Vanessa Aiosa



Fotografia di Davide Santangelo


Per scaricare e visionare la Bozza del Patto di Fiume: http://pattosimeto2013.wix.com/pattodelsimeto#!downloads/ctzu




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